Descrizione

La riforma mira ad affrontare i principali problemi connessi alla gestione delle risorse idriche e a rendere più efficiente il sistema. Si prevede che verrà ridotta l'attuale frammentazione del numero di operatori, che al momento ostacola un uso efficiente delle risorse idriche in alcune aree del Paese. Ci si attende che la riforma definirà gli incentivi più adeguati per un migliore utilizzo delle risorse idriche nel settore agricolo, poiché introduce un sistema di sanzioni per l'estrazione illecita di acqua e un sistema di tariffe che rispecchia meglio ed è maggiormente in linea con il principio "chi inquina paga", evitando al contempo l'espansione dei sistemi irrigui esistenti.

Sono previste leggi e regolamenti generali sui servizi idrici per un uso sostenibile e per l'incentivazione degli investimenti nelle infrastrutture idriche, che devono come minimo:

  • ridurre la frammentazione dei diversi attori attraverso norme e meccanismi di aggregazione per incentivare l'integrazione degli operatori di gestione attualmente autonomi nell'operatore unico per l'intero Ambito Territoriale Ottimale;
  • prevedere incentivi per un uso sostenibile dell'acqua in agricoltura, in particolare per sostenere l'uso del sistema comune di gestione delle risorse idriche (SIGRIAN) per usi irrigui collettivi e di autoapprovvigionamento;
  • stabilire un sistema di prezzi regolamentati che tenga adeguatamente conto dell'uso delle risorse ambientali e dell'inquinamento, conformemente al principio "chi inquina paga".

Il quadro giuridico rivisto in particolare deve come minimo:

  1. istituire un sistema di sanzioni per l'estrazione illecita di acqua;
  2. richiedere una valutazione d'impatto ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 7, della direttiva quadro sulle acque per valutare l'impatto (eventualmente cumulativo) su tutti i corpi idrici potenzialmente interessati;
  3. evitare l'espansione del sistema irriguo esistente (non solo attraverso l'espansione fisica ma anche mediante un maggiore utilizzo di acqua), anche se si ricorre a metodi più efficienti, quando i corpi idrici interessati (acque superficiali o sotterranee) sono o si prevede saranno (nel contesto dell'intensificazione dei cambiamenti climatici) in uno stato inferiore al buono o potenzialmente buono.

Le misure devono essere adottate in cooperazione con le Regioni in cui la gestione delle risorse idriche è attualmente più problematica.

In particolare, è prevista la firma di una serie di protocolli d'intesa da parte del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica con le regioni Campania, Calabria, Molise e Sicilia per ridurre la frammentazione del numero di operatori che forniscono servizi idrici. I protocolli d'intesa dovrebbero definire obiettivi in materia di istituzione di enti amministrativi locali, riduzione del numero di operatori e realizzazione di economie di scala al fine di creare operatori unici almeno ogni 40 000 abitanti.

Milestone

Stato di attuazione

  • Firmati i protocolli d'intesa tra il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, le Regioni Campania, Calabria, Molise e Sicilia ed EGATO per la predisposizione dei piani d’ambito e affidamento del Servizio Idrico Integrato (Conseguita la Milestone M2C4-3);
  • Adottato il decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, attraverso il quale entra in vigore il nuovo quadro giuridico relativo agli scopi irrigui, ovvero viene istituito un sistema di sanzioni per l’estrazione illecita di acqua, ove si prevede di richiedere una valutazione d’impatto su tutti i corpi idrici interessati ed evitare l’espansione del sistema irriguo in funzione dello stato di qualità del corpo idrico  (Conseguita la Milestone M2C4-4).Al conseguimento del traguardo concorre anche la norma volta ad incentivare la digitalizzazione del controllo a distanza sull’estrazione illegale di acqua.
  • Sono state introdotte diverse modifiche legislative previste agli artt. 16 e 22 del Decreto-legge n. 152 del 6 novembre 2021, così come approvato nella fase di conversione in legge, nonché firmato il Decreto Ministeriale MiPAAF n. 485148, del 30 settembre 2022.

Prossimi passi

In corso di adozione il Decreto Ministeriale MEF (di concerto con MASE e MiPAAF). 

Link utili

  • Legge 29 dicembre 2021, n. 233), con la quale risulta entrato in vigore il nuovo quadro giuridico relativo agli scopi irrigui, ovvero istituito un sistema di sanzioni per l’estrazione illecita di acqua, ove si prevede di richiedere una valutazione d’impatto su tutti i corpi idrici interessati ed evitare l’espansione del sistema irriguo in funzione dello stato di qualità del corpo idrico. Al conseguimento del traguardo concorre anche la norma volta ad incentivare la digitalizzazione del controllo a distanza sull’estrazione illegale di acqua (art. 23, comma 4, del decreto-legge n. 36 del 2022 Decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36 );
  • La Milestone M2C4-2 risulta quasi del tutto completata dagli interventi legislativi previsti agli artt. 16 e 22 del Decreto Legge n. 152, del 6 novembre 2021, così come approvato nella fase di conversione in legge. Sulla base dell'art. 16, comma 1 lett. a) e lett. b) del DL n. 152 del 6 novembre 2021  (Legge 29 dicembre 2021, n. 233), è prevista l'emanazione di due decreti in cui il MASE, pur Amministrazione titolare della Misura, è Ministero concertante.

PNRR - M2C4-3-Protocolli

 

 

Ultimo aggiornamento 29.11.2022