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Enti pubblici vigilati

ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale


L’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) è istituito dall’articolo 28 del D.L. n. 112 del 2008, che gli attribuisce le funzioni svolte in precedenza dall’Agenzia per la protezione dell’Ambiente e per i servizi tecnici, dall’Istituto Nazionale per la fauna selvatica e dall’Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare che contestualmente sopprime. La medesima disposizione pone l’ISPRA sotto la vigilanza del Ministero dell’ambiente rinviando ad un successivo decreto ministeriale per la determinazione della sede, delle modalità di costituzione e funzionamento, delle procedure per la definizione e l’attuazione dei programmi per l’assunzione e l’utilizzo del personale, nonché per l’erogazione delle risorse dell’ISPRA.

Tale disposizione è stata attuata con il D.M. 21 maggio 2010, n. 123, che stabilisce compiti e funzioni dell’Istituto, disciplina le modalità di esercizio dei compiti di vigilanza da parte del Ministero dell’ambiente e dispone, all’articolo 2, comma 1, che “L’Istituto svolge attività di ricerca, consulenza strategica, assistenza tecnico-scientifica, sperimentazione e controllo, conoscitiva, di monitoraggio e valutazione, nonché di informazione e formazione, anche post-universitaria, in materia ambientale, con riferimento alla tutela delle acque, alla difesa dell’ambiente atmosferico, del suolo, del sottosuolo, della biodiversità marina e terrestre e delle rispettive colture, nonché alla tutela della natura e della fauna omeoterma”.

In seguito, la legge n. 132 del 2016 ha istituito il “Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente” (SNPA) – composto da ISPRA e dalle agenzie regionali e delle province autonome per la protezione dell’ambiente (ARPA/APPA) – con il fine di assicurare omogeneità ed efficacia all’esercizio dell’azione conoscitiva e di controllo pubblico della qualità dell’ambiente a supporto delle politiche di sostenibilità ambientale e di prevenzione sanitaria a tutela della salute pubblica. In particolare, all’SNPA, tra le altre funzioni, sono attribuiti compiti di monitoraggio sullo stato dell’ambiente, sul consumo del suolo e sulle risorse ambientali, di controllo sulle fonti e sui fattori di inquinamento delle matrici ambientali, di ricerca e di supporto tecnico-scientifico. Per dare attuazione anche a questi ulteriori compiti, oltre all’adeguamento della struttura organizzativa e tecnica dell’Istituto, il D.M. n. 58 del 2018 ha trasferito (ex articolo 5, comma 1 della Legge n. 132 del 2016) una serie di funzioni, svolte, in passato, dalla commissione interministeriale di valutazione in materia di rilascio di OGM e dalla segreteria tecniche per le aree naturali protette, ad ISPRA.

Nell’esercizio delle descritte funzioni l’ISPRA è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente che si esplica, secondo quanto previsto dagli articoli 12 e 14 del D.M. n. 123 del 2010, in tali ambiti:

  • approvazione preventiva da parte del Ministero vigilante, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, delle deliberazioni concernenti la pianta organica e il regolamento di amministrazione e contabilità,
  • approvazione dei principali documenti contabili, quali il bilancio di previsione e il rendiconto generale;
  • fissazione degli obiettivi per ciascun esercizio attraverso una Convenzione triennale, in cui sono individuati i servizi ordinari e le attività ulteriori che ISPRA si impegna a svolgere;
  • obbligo di invio dal Presidente dell’Istituto di una relazione annuale sui risultati dell’attività;
  • approvazione dello Statuto dell’Istituto, che deve assicurare la separazione dell’attività di ricerca e di consulenza tecnico-scientifica da quella amministrativa.

Sulle modalità di esercizio dell’attività di vigilanza è intervenuto, da ultimo, il D. Lgs. n. 218 del 2016 che fissa, all’articolo 4, le modalità dei controlli di legittimità e merito su statuto e regolamenti adottati dagli enti pubblici di ricerca (EPR) da parte dei Ministeri vigilanti e prevede, all’articolo 7, l’adozione del Piano Triennale di Attività, aggiornato ogni anno, sottoposto all’approvazione del Ministro vigilante.

"Il Ministro della transizione ecologica si avvale dell’Istituto nell’esercizio delle proprie attribuzioni impartendo le direttive generali per il perseguimento dei compiti istituzionali e per lo svolgimento delle “attività tecnico-scientifiche e di controllo ambientale di interesse nazionale” come previsto dal Regolamento di organizzazione del Ministero (D.P.C.M. 29 luglio 2021, n. 128).

 

Il MATTM trasferisce annualmente all’ISPRA le risorse necessarie per le spese di funzionamento, le spese di natura obbligatoria e gli investimenti, come risultanti dagli appositi capitoli del bilancio dello Stato.

Tabella contributo ordinario

In aggiunta al contributo ordinario l’articolo 1, comma 103, della L. 160/2019, ha disposto che “Per il completamento della carta geologica ufficiale d'Italia alla scala 1:50.000, la sua informatizzazione e le attività ad essa strumentali è assegnato all'Istituto superiore per la  protezione  e la ricerca ambientale (ISPRA) un contributo di 5 milioni di euro  per l'anno 2020, nonché di 10 milioni di euro per  ciascuno  degli  anni 2021 e 2022.”. 
Inoltre, l’articolo 50, comma 4, del decreto-legge n. 76/2020, convertito, con modificazioni, in legge n. 120/2020, ha introdotto un fondo di € 700.000,00 destinati alla Scuola di specializzazione in discipline ambientali. La suddetta disposizione prevede, in particolare, che “L'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, per il tramite della Scuola di specializzazione in discipline ambientali di cui all'articolo 17-bis del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26, assicura, mediante appositi protocolli d'intesa con l'autorità competente, il supporto scientifico e la formazione specifica al personale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare con particolare riferimento a quello operante presso la direzione generale competente in materia di valutazioni e autorizzazioni ambientali. A tal fine, nonché per assicurare il funzionamento della suddetta Scuola, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare riconosce all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale un contributo pari ad euro 300.000 per l'anno 2020 e ad euro 700.000 a decorrere dall'anno 2021. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari ad euro 300.000 per l'anno 2020 e ad euro 700.000 annui a decorrere dall'anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 3 della legge 1° giugno 2002, n. 120. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.”. 
Infine, l’articolo 6, comma 4, del decreto-legge n. 111/2019, convertito in legge n. 141/2019, stabilisce che “4. I dati e le informazioni di cui ai commi 1 e 2 sono acquisiti, con modalità telematica, dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) di cui all'articolo 28 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Il medesimo Istituto  provvede, altresì, in conformità a quanto previsto dall'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 32, e sulla base di una specifica convenzione con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ad acquisire e sistematizzare, in formato aperto e accessibile, ogni ulteriore dato ambientale e a renderlo pubblico attraverso una sezione dedicata e fruibile dal sito internet istituzionale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare denominata "Informambiente", anche nell'ambito della sezione "Amministrazione trasparente". Il comma 5 del medesimo articolo prevede, inoltre, che “5. Per le finalità di cui al comma 4 è autorizzata una spesa di euro 500.000 per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022.”. In considerazione di ciò questo Dicastero ha stipulato una Convenzione con ISPRA per dare attuazione alle richiamate previsioni.
Si riporta di seguito la convenzione.

Sono organi dell’Istituto, ai sensi dell’articolo 4 del D.M. n. 123 del 2010, il Presidente, il Consiglio di Amministrazione (CdA), il Consiglio scientifico ed il Collegio dei revisori dei conti.

Il Presidente ha la rappresentanza legale dell’ente e ne assicura l’unità di indirizzo nell’esercizio delle attività. L’ufficio di Presidenza, che costituisce una struttura direzionale, si avvale, nello svolgimento dei propri compiti, di sette strutture non dirigenziali.

La gestione amministrativa e finanziaria dell’istituto è rimessa al Direttore generale (articolo 9 del D.M. 123/2010), nominato dal Consiglio di amministrazione per tre anni ed il cui mandato può essere rinnovato per una sola volta. Questi ha il compito di attuare le deliberazioni del Consiglio di amministrazione, di adottare gli atti ed i provvedimenti amministrativi e di esercitare i poteri di spesa ed acquisizione delle entrate.

Per ulteriori informazioni e i relativi emolumenti si rimanda ai link attivi per ogni singolo organo.

I bilanci preventivo e consuntivo dell’Istituto sono consultabili al seguente link: https://www.isprambiente.gov.it/it/amministrazione-trasparente/bilanci/bilancio-preventivo-e-consuntivo

Per ulteriori informazioni sull’Istituto si rinvia al Sito istituzionale di ISPRA.

Di seguito si riporta la Scheda dell’Ente, predisposta ai sensi dell’articolo 22 del D.Lgs n. 33/2013:

Scheda articolo 22 d.lgs. 33/2013 (ods - pdf)

 

BILANCI

 

 

ENEA - Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile


“L'ENEA è l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, ente di diritto pubblico finalizzato alla ricerca, all'innovazione tecnologica e alla prestazione di servizi avanzati alle imprese, alla pubblica amministrazione e ai cittadini nei settori dell'energia, dell'ambiente e dello sviluppo economico sostenibile (art. 4 Legge 28 dicembre 2015, n. 221). I settori di specializzazione sono le tecnologie energetiche (fonti rinnovabili, accumuli, reti intelligenti) dove l’Agenzia è anche il coordinatore del Cluster Tecnologico Nazionale Energia, la fusione nucleare e la sicurezza (dove l’Agenzia è coordinatore nazionale per la ricerca), l’efficienza energetica (con l’Agenzia Nazionale per l’efficienza), le tecnologie per il patrimonio culturale, la protezione sismica, la sicurezza alimentare, l’inquinamento, le scienze della vita, le materie prime strategiche, il cambiamento climatico. Tra le questioni emergenti, l'ENEA sostiene il sistema produttivo e le autorità pubbliche (Ministero della transizione ecologica e Ministero dello sviluppo economico in particolare) nella transizione verso l'economia circolare e l'efficienza delle risorse. Nell’esercizio delle descritte funzioni, l’ENEA è sottoposta alla vigilanza del Ministro della transizione ecologica ai sensi decreto legge 1 marzo 2021, n. 22, convertito con modificazioni dalla legge 22 aprile 2021, n. 55”.

Scheda articolo 22 d.lgs. 33/2013 - Tabella al 31 maggio 2022 - Dichiarazione insussistenza cause di inconferibilità dell'incarico - Dichiarazione insussistenza cause di incompatibilità al conferimento dell'incarico

 

Statuto dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile 2022, revisionato ai sensi del decreto legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito in legge 29 giugno 2022, n. 79

 

Amministrazione trasparente ENEA

Enti controllati da ENEA

Piano triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza PTPCT (2022-2024)

https://www.amministrazionetrasparente.enea.it/altri-contenuti-prevenzione-della-corruzione/piano-triennale-di-prevenzione-della-corruzione-e-della-trasparenza.html

Relazione OIV sul funzionamento complessivo del Sistema di valutazione, trasparenza e integrità dei controlli interni

 

Decreto del Ministro della transizione ecologica del 7 settembre 2022 n. 328 di nomina del Presidente dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile

 

BILANCI

Bilancio preventivo anno 2022 (link al sito Enea)

Bilancio preventivo anno 2021

Bilancio anno 2020 (preventivo, consuntivo)

Bilancio anno 2019 (preventivo, consuntivo)

Bilancio consuntivo anno 2018

 

“Il Ministro della transizione ecologica si avvale dell’Ente nell’esercizio delle proprie attribuzioni impartendo le direttive generali per il perseguimento dei compiti istituzionali e per lo svolgimento delle “attività tecnico-scientifiche e di controllo ambientale di interesse nazionale” come previsto dal Regolamento di organizzazione del Ministero (D.P.C.M. 29 luglio 2021, n. 128)”. 

 


Provvedimenti Organi Parchi Nazionali

ENTI PARCO NAZIONALI, PARCHI MINERARI, PARCO GEOMINERARIO STORICO E AMBIENTALE DELLA SARDEGNA

Avvisi procedure di nomina

Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia
Ente Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese
Ente Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano
Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano
Ente Parco Nazionale  dell’Arcipelago di La Maddalena
Ente Parco Nazionale  dell’Asinara
Ente Parco Nazionale  dell’Aspromonte
Ente Parco Nazionale  del Cilento,Vallo di Diano e Alburni
Ente Parco Nazionale  delle Cinque Terre
Ente Parco Nazionale  del Circeo
Ente Parco Nazionale  delle Dolomiti  Bellunesi
Ente Parco Nazionale  delle Foreste Casentinesi,  Monte Falterona, Campigna
Ente Parco Nazionale  del Gargano Ente 
Ente Parco Nazionale  del Gran Paradiso
Ente Parco Nazionale  del Gran Sasso e Monti della Laga
Ente Parco Nazionale  della Majella
Ente Parco Nazionale  dei Monti Sibillini
Ente Parco Nazionale  del Pollino
Ente Parco Nazionale  della Sila
Ente Parco Nazionale  dello Stelvio
Ente Parco Nazionale  della Val Grande
Ente Parco Nazionale del Vesuvio
Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria (in costruzione)

Parco dello Zolfo delle Marche (in costruzione)
Parco Museo Miniere dell' Amiata (in costruzione)
Parco Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane (in costruzione)
Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna (in costruzione)

Bilanci Parchi Nazionali triennio 2018, 2019 e 2020

Bilanci Parchi Nazionali anni precedenti

Per i sopra elencati Enti con riferimento all’attuazione dell’art. 2, comma 634, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e dell’art. 26, comma 1, del d.l. 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 –, recanti norme di riordino, trasformazione o soppressione e messa in liquidazione di enti ed organismi pubblici statali, nonché di strutture pubbliche statali partecipate dalla Stato anche in forma associata, attraverso l’emanazione dei regolamenti in delegificazione, - è stata rilevata l’impraticabilità della trasformazione in soggetti di diritto privato o la soppressione e messa in liquidazione poiché è stata espressamente esclusa per le amministrazioni che svolgono funzioni e servizi di rilevante interesse pubblico.

La norma di riferimento è rappresentata dalla legge quadro 6 dicembre 1991, n. 394 e s.m.i. che all’articolo 1 prevede le finalità per cui i Parchi nazionali sono stati istituiti.

Agli Enti parco si applicano le disposizioni di cui alla legge 20 marzo 1975, n. 70 recante "Disposizioni sul riordino degli enti pubblici e del rapporto di lavoro del personale dipendente", essi si intendono inseriti nella tabella IV allegata alla medesima legge.

Organi di gestione degli Enti parco nazionali e parco geominerario storico ed ambientale della Sardegna

L’art. 9 della legge 394/1991 precisa che l’Ente parco ha personalità di diritto pubblico ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente e individua i suoi Organi di gestione.

Il D.P.R. 16 aprile 2013, n. 73 "Regolamento recante riordino degli enti vigilati dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, a norma dell’articolo 26, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133" ha modificato principalmente le disposizioni dell’art. 9 della legge 394/1991 disciplinanti la composizione degli organi collegiali: Consiglio Direttivo e Giunta esecutiva degli enti parco nazionali.

In particolare, l’art. 1 "Riordino degli enti parco" del richiamato D.P.R. ha previsto la riduzione dei componenti del Consiglio Direttivo da dodici ad otto componenti e dei componenti della Giunta esecutiva da cinque a tre.

Il successivo art. 4 "Norme transitorie", al comma 1, ha disposto un termine di novanta giorni, decorrente dall’entrata in vigore del Regolamento, per l’adeguamento degli Statuti, da parte degli Enti Parco Nazionali, a quanto previsto dal precedente art. 1.

Al secondo comma del richiamato art. 4 ha disposto che entro trenta giorni dall’adeguamento degli statuti, debbano intervenire ad opera dei soggetti aventi titolo le designazioni dei componenti dei nuovi organi collegiali degli Enti Parco.

Per i Parchi Nazionali dello Stelvio e del Gran Paradiso, il Regolamento di riordino dispone una diversa procedura che prevede la preventiva intesa con le Regioni e le Province autonome interessate.

Detto Regolamento ha disposto, inoltre, la riduzione del numero dei componenti del Consiglio Direttivo del Parco geominerario storico ed ambientale della Sardegna da 16 componenti ad otto.

La Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Legge finanziaria 2001), all’art.114, comma 10, ha previsto l’istituzione del Parco Geominerario della Sardegna e ha disposto che la gestione fosse affidata ad un Consorzio assimilato agli Enti di Ricerca di cui alla legge n. 168/1989, dotato di propria personalità e autonomia, avente diretta competenza in merito alle azioni di valorizzazione, tutela e vigilanza dei beni e dei siti dell’attività mineraria e destinatario dei correlativi finanziamenti.

Il Decreto interministeriale del 16.10.2001 (del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, di concerto con i Ministri delle Attività Produttive e dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca) ha istituito il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna.

Per quanto riguarda la costituzione degli Organi di gestione degli enti vigilati (enti parco nazionali e del parco geominerario storico ed ambientale della Sardegna) si rimanda alla TABELLA 1 – Provvedimenti dell’organo di indirizzo politico - Organi - (altri anni) - TABELLA 1 – Provvedimenti dell’organo di indirizzo politico - Organi - 2020.

Per quanto riguarda i provvedimenti di nomina delle commissioni di riserva delle riserve naturali statali e dei comitati di gestione provvisoria dei Parchi Minerari, Colline Metallifere Grossetane, Amiata, si rimanda alla TABELLA 1/A. – Provvedimenti dell’organo di indirizzo politico - Organi (altri anni) - TABELLA 1/A. – Provvedimenti dell’organo di indirizzo politico - Organi - 2020.

La legge 23 dicembre 2000, n. 388, all’art. 114, comma 14 ha previsto, al fine di conservare e valorizzare, anche per finalità sociali e produttive, i siti e i beni dell’attività mineraria con rilevante valore storico, culturale e ambientale l’istituzione dei Parchi Minerari delle Colline Metallifere Grossetane e Museo delle Miniere dell’Amiata da istituirsi con decreto del Ministro dell’ambiente, d’intesa con il Ministro per i beni e le attività culturali e con la Regione Toscana e gestiti da un consorzio costituito dai Ministeri dell’ambiente, per i beni e le attività culturali, Regione Toscana e dagli enti locali.

Con D.M. 9 maggio 2002 è stato istituito il Parco Minerario delle Colline Metallifere Grossetane e con D.M. 28 febbraio 2002 il Parco Museo delle Miniere dell’Amiata.

La legge 23 marzo 2001, n. 93, all’art. 15, comma 2, ha previsto, al fine di conservare e valorizzare, anche per finalità sociali e produttive, i siti e i beni dell’attività mineraria con rilevante valore storico, culturale e ambientale, l’istituzione del Parco museo minerario delle Miniere di Zolfo delle Marche, istituito con D.M. 20 aprile 2005.

Con DECRETO 15 giugno 2016, n. 143, GU n.174 del 27-7-2016),  il MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE A d o t t a “Regolamento dell'albo degli idonei  all'esercizio  dell' attività  di Direttore di ente parco nazionale, ai sensi  dell'articolo  2,  comma 26, della legge 9 dicembre 1998, n. 426.

DECRETO 23 settembre 2016, GU Serie Generale n.227 del 28-9-2016, il MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE adotta le seguenti “Modalità di valutazione dei titoli per l'esercizio dell'attività di Direttore di ente parco nazionale.”

Contributi dello Stato

L’art. 16, comma 1, della legge 394/1991 prevede tra le entrate dell’ente parco, i contributi ordinari e straordinari dello Stato.

Dall'esercizio finanziario 2011, è stato applicato il nuovo sistema di finanziamento degli Enti Parco basato sul riconoscimento delle spese obbligatorie, ciò in quanto le stesse sulla base della previsione di cui all'art. 11, della legge 31.12.2009, n. 196 sono state espunte dalla ex Tabella C e, ai sensi dell’art. 52, comma 1, della medesima norma, sono state determinate dalla legge di bilancio con l’introduzione, nello stato di previsione di questa Amministrazione, del nuovo capitolo 1552 recante "spese di natura obbligatoria per enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi". Pertanto, sono stati elaborati i dati relativi a detta tipologia di spesa forniti dagli Enti Parco e dalle Riserve Naturali Statali e sono stati assegnati i relativi fondi comprensivi delle specifiche risorse finanziarie destinate a singoli enti parco da norme speciali.

Inoltre, permangono le disposizioni di cui all’art. 1, comma 40 della legge 28 dicembre 1995, n. 549 recante "Misure di razionalizzazione della finanza pubblica", in base alle quali gli importi dei contributi dello Stato in favore di enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi, di cui alla tabella A allegata alla legge medesima, sono iscritti in un unico capitolo nello stato di previsione di ciascun Ministero interessato ed il relativo riparto è annualmente effettuato da ciascun Ministro, con proprio decreto, di concerto con il Ministro del tesoro, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti.

Per quanto riguarda la ripartizione dei fondi destinati ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi, si rimanda alla TABELLA 2 – Provvedimenti dell’organo di indirizzo politico - Decreto di riparto 2013 
e TABELLA 2 - Provvedimenti Organo Indirizzo Politico - anno 2014.

Per l’impiego prioritario delle risorse di cui alla predetta legge 549/1995 nel 2012 è stata emanata la prima Direttiva generale di indirizzo agli Enti Parco (n. 52238 del 28.12.2012) quale atto di programmazione che, a partire dalla Strategia nazionale della biodiversità e dai target di cui alla COP 2011 CBD (Obiettivi per la Strategia Europea per la biodiversità), ha fissato una linea d’intervento diretta alla realizzazione degli obiettivi di conservazione della biodiversità, ma al contempo alla misurazione dei suoi effetti, determinando così un vincolo di destinazione prioritaria rispetto ai fondi per interventi.

Nel 2013 è stata emanata una nuova Direttiva (n. 48234 del 21.10.2013) destinata alla realizzazione di azioni di conservazione della biodiversità che ha aggiornato i criteri di riparto già previsti nella direttiva 2012, finalizzata al consolidamento degli esiti delle attività già avviate dagli Enti Parco ed all’acquisizione di nuove proposte progettuali, consistenti, in via prioritaria, alla realizzazione di azioni di sistema ed azioni trasversali, accompagnate da operativi protocolli d’intesa siglati tra gli enti parco coinvolti.

Per quanto riguarda le Direttive emanate agli enti parco ed alle aree marine protette si rimanda alla TABELLA 3 – Provvedimenti dell’organo di indirizzo politico - Direttive.

Per quanto riguarda i fondi destinati alle spese obbligatorie degli enti parco nazionali e i fondi stanziati per il parco geominerario storico ed ambientale della Sardegna si rimanda alla:

TABELLA 4 – Provvedimenti dei Dirigenti – Contributi dello Stato - 2018
TABELLA 4 – Provvedimenti dei Dirigenti – Contributi dello Stato - 2017
TABELLA 4 – Provvedimenti dei Dirigenti – Contributi dello Stato - 2016
TABELLA 4 – Provvedimenti dei Dirigenti – Contributi dello Stato - 2015
TABELLA 4 – Provvedimenti dei Dirigenti – Contributi dello Stato - 2014
 

Per quanto riguarda i fondi destinati ai Parchi Minerari Colline Metallifere Grossetane, dell’Amiata e Zolfo delle Marche si rimanda alla: 
TABELLA 5 - Provvedimenti dei Dirigenti – Contributi dello Stato - 2018
TABELLA 5 - Provvedimenti dei Dirigenti – Contributi dello Stato - 2017
TABELLA 5 - Provvedimenti dei Dirigenti – Contributi dello Stato - 2016
TABELLA 5 - Provvedimenti dei Dirigenti – Contributi dello Stato - 2015
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TABELLA 5 - Provvedimenti dei Dirigenti – Contributi dello Stato - 2014
TABELLA 5 - Provvedimenti dei Dirigenti – Contributi dello Stato - 2013

 

Gestione finanziaria

L’ordinamento finanziario e contabile degli enti parco nazionali è regolato dal DPR 27 febbraio 2003, n. 97 recante "Regolamento concernente l’amministrazione e la contabilità degli enti pubblici di cui alla legge 20 marzo 1975, n. 70”, ai sensi dell’art. 2 del medesimo Regolamento.

L’attività relativa alla verifica degli atti di bilancio, deliberati dagli Organi di vertice degli Enti Parco e corredati dei pareri della Comunità del Parco e del Collegio dei Revisori dei Conti, si attua, nell’osservanza delle richiamate disposizioni normative, attraverso l’approvazione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze.

Sulla base delle disposizioni di detto DPR n. 97/2003, il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, inoltre, provvede all’approvazione degli atti di bilancio del Parco Geominerario storico ed ambientale della Sardegna, del Parco Museo delle Miniere dell'Amiata, del Parco dello Zolfo delle Marche e del Parco delle Colline Metallifere Grossetane.

Per quanto riguarda i dati relativi ai risultati di bilancio degli ultimi tre esercizi da pubblicarsi ai sensi dell’art. 22, comma 2, del d.lgs n. 33/2013 si rimanda agli ALLEGATI nn. 2 e 3 "risultati di bilancio Parchi Minerari".

Indennità Presidenti Enti Parco Nazionali e Parco Geominerario storico e ambientale della Sardegna

Controllo della Corte dei Conti

Ai sensi dell’art. 1, della legge n. 259/1958 avente ad oggetto "partecipazione della Corte dei Conti al Controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria", gli Enti Parco Nazionali sono stati assoggettati al controllo della Corte dei Conti con i seguenti provvedimenti:

  • DPR 29 aprile 1966 (Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise);
  • DPR 20 giugno 1966 (Parco Nazionale Gran Paradiso);
  • DPCM. 12 maggio 1995 (Parchi Nazionali Monti Sibillini, Dolomiti Bellunesi, Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, Pollino e Val Grande);
  • DPCM 31 maggio 2011 (Parchi Nazionali Stelvio, Aspromonte, Gran Sasso e Monti della Laga, Majella, Vesuvio, Gargano, Cilento e Vallo di Diano, Arcipelago della Maddalena, Arcipelago Toscano, Cinque Terre, Appennino Tosco-Emiliano, Asinara, Sila, Alta Murgia, Circeo e Appennino Lucano – Val d’Agri – Lagonegrese)
    ALLEGATO n. 3 - D.P.C.M.
  • Tabella n. 4 “Determine Corte dei Conti anni 2013-2014-2015”
  • DPCM 29 aprile 2019 (Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria)

Altre informazioni sono reperibili seguendo il seguente percorso: Natura, Aree Naturali Protette, Elenco enti parco, singolo ente, sito ente parco.

 

Aree Marine Protette

Il sistema delle aree marine protette è disciplinato dalle leggi: 31 dicembre 1982, n. 979, 6 dicembre 1991, n. 394 e 9 dicembre 1998, n. 426.

In particolare, le Aree Marine Protette sono istituite ai sensi dell’articolo 18 della legge quadro 6 dicembre 1991, n. 394 e s.m.i. con Decreto del Ministro dell'Ambiente che indica la denominazione, la delimitazione dell'area, gli obiettivi e la disciplina di tutela. Esse sono costituite da ambienti marini, dati dalle acque, dai fondali e dai tratti di costa prospicenti, che presentano un rilevante interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche, fisiche, biochimiche con particolare riguardo alla flora e alla fauna marine e costiere e per l'importanza scientifica, ecologica, culturale, educativa ed economica che rivestono.

Secondo quanto disciplinato dall’articolo 19 della legge quadro 6 dicembre 1991, n.394, la gestione delle aree marine protette “è affidata ad Enti pubblici, istituzioni scientifiche o associazioni ambientaliste riconosciute, anche consorziati tra di loro”. L'affidamento avviene con decreto del Ministro dell'Ambiente, sentiti la Regione e gli Enti locali territorialmente interessati. Infatti la gestione delle Aree Marine Protette può essere affidata a soggetti con natura giuridica diversa che svolgono in regime di delega le funzioni statali finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali.

Detti Enti gestori operano in virtù di una delega da parte di questo Dicastero, con il preciso obiettivo di gestire l’area protetta e perseguire le finalità istituzionali di tutela e salvaguardia ambientale. Ovvero gli stessi esercitano funzioni che sono di pertinenza statale e pertanto amministrano una funzione non propria, della quale lo Stato, senza dismetterne la titolarità, affida loro il semplice esercizio. Essi, quindi, non sono dotati, nell’assolvimento delle loro funzioni di soggetti gestori, dell’autonomia giuridica e di bilancio che viene richiesta per le Amministrazioni pubbliche interessate “dall’articolo 21, comma 18, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 come modificato dall’articolo 1 del decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 90 – Elenchi degli enti cui lo Stato contribuisce in via ordinaria”.  

Le attività delle aree marine protette sono svolte sulla base di quanto previsto dal Regolamento di disciplina delle attività consentite e dal Regolamento di esecuzione e organizzazione. Al fine di ottimizzare il raggiungimento degli obiettivi istituzionali, questa Amministrazione vigilante ha adottato due strumenti. La programmazione ISEA (Interventi Standardizzati della gestione Efficace delle Aree marine protette) e So.De.Cri - software per la determinazione dei criteri di riparto. Questi strumenti consentono, l’uno di monitorare con maggiore efficacia l’andamento della gestione delle aree marine protette con strumenti di valutazione oggettiva delle performance ottenute e l’altro di garantire la massima trasparenza, imparzialità, efficienza ed economicità per il riparto dei fondi a favore degli Enti gestori.

 

Riserve Naturali Statali

La legge 6 dicembre 1991, n. 394, all’art. 17, dispone che il Ministero dell’ambiente (di seguito Ministero della transizione ecologica) adotti, una volta istituita una Riserva Naturale Statale, il piano di gestione ed il relativo regolamento attuativo; ai sensi dell’art. 21, la medesima legge assegna al Ministero della transizione ecologica compiti di vigilanza sulla gestione delle riserve e, all’art. 31, comma 4, dispone che lo stesso Ministero impartisca le direttive necessarie per la gestione delle riserve naturali statali e per il raggiungimento degli obiettivi scientifici, educativi e di protezione naturalistica.

L’affidamento in concessione della gestione e dell’amministrazione delle Riserve Naturali Statali avviene per il perseguimento delle finalità e degli obiettivi di rilevanza pubblicistica (di salvaguardia e valorizzazione delle aree), così come individuati nei Decreti Ministeriali istitutivi delle Riserve stesse.

Per quanto concerne il finanziamento delle Riserve Naturali Statali, la legge 27 dicembre 1997, n. 449, recante “Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica”, all’articolo 55, comma 19, dispone che “le Riserve naturali istituite dallo Stato, anche se gestite da enti morali, di cui alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, partecipano al riparto dei fondi stanziati, ai sensi dell’articolo 1, comma 43, della legge 28 dicembre 1995, n. 549”.

Le Riserve Naturali Statali istituite sono: Abbadia di Fiastra, Bosco Siro Negri, Cratere degli Astroni, Lago di Burano, Laguna di Orbetello, Le Cesine, Valle Averto, Montagna di Torricchio, Litorale Romano, Isole di Ventotene e S. Stefano, Torre Guaceto, Gola del Furlo, Isola di Vivara e Tenuta di Castelporziano (costituente compendio in dotazione al Presidente della Repubblica).

Per fare fronte alle spese, questa Amministrazione provvede all’impegno e al trasferimento, a favore dei relativi Enti gestori, dei fondi ordinari necessari  ad assicurarne la gestione, compatibilmente con la disponibilità finanziaria sul pertinente capitolo di bilancio, con decreto interministeriale (Ministero della transizione ecologica-Ministero dell’economia e delle finanze) di riparto dello stanziamento destinato ad Enti, Istituzioni, Associazioni, Fondazioni ed altri Organismi, acquisito il parere favorevole delle competenti Commissioni Parlamentari..

Infatti, gli Enti gestori delle Riserve naturali dello Stato operano in virtù di una delega da parte di questo Ministero, con il preciso obiettivo di gestire la riserva e perseguire le finalità istituzionali di tutela e salvaguardia ambientale. Ovvero, gli stessi enti gestori esercitano funzioni di pertinenza statale e, pertanto, amministrano una funzione non propria, della quale lo Stato, senza dismetterne la titolarità, affida loro il semplice esercizio. Essi quindi non sono dotati, nell’assolvimento delle loro funzioni di soggetti gestori, dell’autonomia giuridica e di bilancio che viene richiesta alle Amministrazioni pubbliche interessate dall’art. 21, comma 18, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, come modificato dall’articolo 1 del decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 90- “Elenchi degli Enti cui lo Stato contribuisce in via ordinaria”.

 

Circolari


AUTORITA’ DI BACINO DISTRETTUALI

La legge 28 dicembre 2015, n.221 recante “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali”, in vigore dal 2 febbraio 2016, all’art. 51 ha dettato nuove “Norme in materia di Autorità di bacino” sostituendo integralmente gli articoli 63 e 64 del d.lgs. 152/2006 ed ha istituito le nuove Autorità di bacino distrettuali.

Tali Autorità hanno natura di enti pubblici non economici e sono sottoposte al ruolo di indirizzo e coordinamento (ex ante) e controllo e vigilanza (ex post) da parte del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (M.A.S.E.), ai sensi degli articoli 5 e 6 del D.M. 294 del 25 ottobre 2016. Si tratta di un indirizzo tecnico e amministrativo che si esplica attraverso la presidenza dell’organo di indirizzo politico (Conferenza Istituzionale Permanente), la nomina dei Segretari Generali (DPCM su proposta del M.A.S.E.), la nomina dei componenti della Conferenza Operativa e dei membri del collegio dei revisori dei conti e si esercita in generale prima dell’adozione degli atti da parte degli organi dell’Autorità, mediante la fissazione di indirizzi e linee guida per tutte le Autorità distrettuali e il coordinamento a scala nazionale. La vigilanza da parte del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica si esplica attraverso la firma da parte del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica delle delibere della Conferenza istituzionale permanente e l’approvazione specifica degli atti a valenza generale (piani e programmi, nonché principali atti organizzativi generali e bilanci preventivi e consuntivi).

Di seguito i principali passaggi della riforma delle Autorità:

  • Con la legge 221/2015 (art. 51) le Autorità di bacino distrettuali sono state previste e istituite.
  • Con il decreto ministeriale n. 294 del 25 ottobre 2016 recante “Disciplina dell’attribuzione e del trasferimento alle Autorità di bacino distrettuali del personale e delle risorse strumentali, ivi comprese le sedi, e finanziarie delle Autorità di bacino, di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183”, emanato di concerto con il Ministro dell’Economia e con il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione ai sensi del citato art. 63 comma 3 del d.lgs. 152/2006 ed entrato in vigore il 17 febbraio 2017 (G.U. n. 27 del 2.02.2017), sono stati fissati indirizzi e criteri per l’attribuzione e il trasferimento del personale, delle risorse strumentali, ivi comprese le sedi, e delle risorse finanziarie alle nuove Autorità.
  • Ai sensi dell’art. 63, comma 7, del D.Lgs. 152/2006, sono stati nominati, con distinti decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri e su proposta del Ministro della transizione ecologica, i cinque nuovi Segretari Generali delle Autorità di bacino distrettuali. Come previsto dall’art. 63, comma 8, del D.Lgs. 152/2006, l’incarico dei Segretari Generali ha durata di anni cinque. Ai sensi dell’articolo 7, comma 5, del Regolamento di organizzazione e funzionamento dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale, approvato con decreto interministeriale n. 203 del 24 maggio 2022, il Signor Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica ha incaricato il dirigente amministrativo Dott. Giacomo Lovecchio di svolgere provvisoriamente le funzioni di Segretario Generale.
  • Con decreto ministeriale n. 52 del 26 febbraio 2018, Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze (registrato alla Corte dei conti in data 22 marzo 2018, n. 1-496 e pubblicato per estratto sulla G.U. n. 82 del 9 aprile 2018), ha approvato gli statuti delle cinque Autorità distrettuali, redatti secondo uno schema unico predisposto dal Ministero dell’ambiente.
  • Con distinti decreti ministeriali del 3 dicembre 2021 il Ministro della transizione ecologica, acquisite le designazioni del Ministero dell’economia e delle finanze, ha provveduto a nominare, con decorrenza 1° gennaio 2022, i Collegi dei Revisori delle cinque Autorità di bacino, per la durata di 3 anni. Con successivo decreto ministeriale dell’8 giugno 2022, il Ministro della transizione ecologica ha provveduto a sostituire il Presidente del Collegio dei Revisori dell’Autorità di bacino dell’appennino Meridionale che aveva rassegnato le proprie dimissioni.
  • Con decreto interministeriale n. 53 del 1 febbraio 2021 del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro dell’economia e delle finanze, sono stati approvati i Regolamenti interni di amministrazione e contabilità delle AdBD:
  • Con distinti decreti interministeriali in data 24 maggio 2022, il Ministro della transizione ecologica ed il Ministro dell’economia e delle finanze hanno approvato i Regolamenti di organizzazione e funzionamento per ciascuna delle Autorità di bacino distrettuale: 

           - D.I. n. 199 del 24/5/2022  -  Regolamento di organizzazione e funzionamento AdBD Alpi Orientali
           - D.I. n. 200 del 24/5/2022   Regolamento di organizzazione e funzionamento AdBD Fiume Po
           - D.I. n. 201 del 24/5/2022  -  Regolamento di organizzazione e funzionamento AdBD Appennino Meridionale
           - D.I. n. 202 del 24/5/2022  -  Regolamento di organizzazione e funzionamento AdBD Appennino Centrale

           - D.I. n. 203 del 24/5/2022  -  Regolamento di organizzazione e funzionamento AdBD Appennino Settentrionale

Per le ulteriori informazioni sulle Autorità di Bacino Distrettuali si fa rinvio ai rispettivi siti istituzionali di cui ai seguenti link: 

Sito web Autorità di Bacino distrettuale delle ALPI ORIENTALI

Sito web Autorità di Bacino distrettuale del FIUME PO

Sito web Autorità di Bacino distrettuale dell’APPENNINO SETTENTRIONALE

Sito web Autorità di Bacino distrettuale dell’APPENNINO CENTRALE 

Sito web Autorità di Bacino distrettuale dell’APPENNINO MERIDIONALE

 


CONSORZI DI REGOLAZIONE DEI GRANDI LAGHI

La finalità istituzionale dei Consorzi del Ticino, dell’Oglio e dell’Adda è quella di provvedere alla costruzione, manutenzione ed esercizio delle opere regolatrici degli invasi, rispettivamente, del Lago Maggiore, del Lago d’Iseo e del Lago di Como, per dar luogo ad un volume di acque nuove da destinare all’irrigazione e ad altri fabbisogni locali.

Si tratta di Enti pubblici non economici, ai sensi della legge 20 marzo 1975, n. 70, in quanto rientrano nella tabella IV allegata alla predetta legge (Enti preposti a servizi di pubblico interesse) e, con decreto del Presidente della Repubblica 1° aprile 1978, n. 532, sono stati riconosciuti necessari per lo “sviluppo economico, civile, culturale e democratico del Paese”. Ad essi si applicano, pertanto, le norme dettate con riferimento alle “pubbliche amministrazioni” contemplate dall’art. 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165.

La vigilanza sugli Enti in esame rientra nella competenza dello Stato, in quanto le opere regolatrici degli invasi dei laghi Maggiore, di Como e d’Iseo fanno parte, in base al combinato disposto degli articoli 89, comma 1, lettera b) e 91, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nella categoria delle “grandi dighe”.

Per effetto dell’art. 36, comma 1, lett. d) del decreto legislativo n. 300/1999, che ha trasferito dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti a questo Ministero le competenze in materia di tutela e gestione delle risorse idriche, essi sono attualmente sottoposti alla vigilanza del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.

Infine, l’art. 63 del decreto legislativo n. 152/2006, come novellato dall’art. 51, comma 2, della Legge n. 221/2015, dispone che le Autorità di bacino distrettuali coordinino e sovraintendano  “le attività e le funzioni di  titolarità dei consorzi di  bonifica  integrale  di  cui  al  Regio  Decreto  13 febbraio 1933, n. 215,  nonché  del  Consorzio  del  Ticino  -  Ente autonomo per la costruzione,  manutenzione  ed  esercizio  dell'opera regolatrice del  Lago  Maggiore,  del  Consorzio  dell'Oglio  -  Ente autonomo per la costruzione,  manutenzione  ed  esercizio  dell'opera regolatrice del Lago d'Iseo e del Consorzio dell'Adda - Ente autonomo per la costruzione, manutenzione ed esercizio dell'opera  regolatrice del  Lago  di  Como,   con   particolare   riguardo   all'esecuzione, manutenzione ed esercizio delle opere idrauliche e di bonifica,  alla realizzazione di azioni di salvaguardia ambientale e  di  risanamento delle acque, anche al fine della  loro  utilizzazione  irrigua,  alla rinaturalizzazione dei corsi d'acqua e alla fitodepurazione”.

  • Ai sensi dell’art. 27bis del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito con legge 24 febbraio 2012, n. 14, gli statuti e le modifiche statutarie dei tre Consorzi sono adottate con decreti di natura non regolamentare del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica.
    Attualmente risultano aggiornati ed approvati tutti gli statuti dei Consorzi.

STATUTO CONSORZIO ADDA
 Lo statuto del Consorzio dell’Adda è stato approvato con D.M. n. 206 dell’8 novembre 2011

STATUTO CONSORZIO TICINO
 Lo statuto del Consorzio del Ticino è stato approvato con D.M. n. 117 del 25 luglio 2011

STATUTO CONSORZIO OGLIO
 Lo statuto del Consorzio dell’Oglio è stato approvato con D.M. n. 130 del 25 giugno 2020

  • I bilanci dei Consorzi di regolazione dei grandi laghi sono consultabili ai seguenti link:

Per le ulteriori informazioni sui Consorzi di Regolazione dei Grandi Laghi si fa rinvio ai rispettivi siti istituzionali di cui ai seguenti link:

Sito web Consorzio del TICINO - Ente autonomo per la costruzione, manutenzione ed esercizio dell'opera regolatrice del lago Maggiore

Sito web Consorzio dell’OGLIO - Ente autonomo per la costruzione, manutenzione ed esercizio dell'opera regolatrice del lago d'Iseo

Sito web Consorzio dell’ADDA - Ente autonomo per la costruzione, manutenzione ed esercizio dell'opera regolatrice del lago di Como

 


Menzione a parte merita il Commissario straordinario unico per la depurazione, per la peculiare tipologia di vigilanza che su di esso esercita il Ministero.
 

COMMISSARIO STRAORDINARIO UNICO ALLA DEPURAZIONE

Con il DPCM 11 maggio 2020, sentiti il Ministro pro-tempore dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare ed il Ministro pro-tempore per il Sud e la Coesione territoriale, ai sensi dell’articolo 5, comma 6, del decreto-legge del 14 ottobre 2019, n. 111, convertito con modificazioni, nella legge 12 dicembre 2019, n. 141, è stato nominato il Commissario straordinario unico alla depurazione al fine di accelerare la progettazione e la realizzazione degli interventi di collettamento, fognatura e depurazione di cui all’articolo 2, del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18, nonché degli ulteriori interventi previsti dall’articolo 4- septies, comma 1, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55. 2.

Ai sensi dell’art. 1 del citato DPCM, Il Commissario unico subentra in tutte le situazioni giuridiche attive e passive del precedente Commissario unico nominato con Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.128 del 5 giugno 2017 ed ha il compito di realizzare gli interventi nel settore fognario depurativo per gli agglomerati oggetto di contenzioso comunitario, al fine di evitare l’aggravamento dello stesso e di svolgere tutte le attività connesse e/o consequenziali a tale scopo.

Per lo svolgimento del proprio incarico, come previsto dall’art. 2 del DPCM di nomina, il Commissario è affiancato da 2 sub Commissari. La  carica del Commissario e dei sub Commissari  ha la durata di 3 anni a decorrere dalla data di nomina.

Come anticipato in premessa, il potere di vigilanza attribuito  al Ministero con DPCM 11 maggio 2020, è limitato esclusivamente alla valutazione dei risultati della gestione commissariale, anche al fine dell’erogazione della parte variabile del compenso previsto all’art. 1, comma 1 del DPCM 23/12/2020 con il quale sono stati fissati i compensi per il Commissario e per i sub Commissari. Difatti, secondo quanto stabilito dal comma 4 dell’art. 3 del DPCM 11 maggio 2020, il Commissario predispone e invia annualmente al Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare (oggi Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica) un elenco, con relativo cronoprogramma, degli interventi da realizzare nel corso dell’anno, precisando per ciascun agglomerato, la documentazione progettuale e tecnica, le risorse finanziarie programmate e disponibili e le relative fonti. Analogamente, al comma 5 dello stesso articolo, viene stabilito che il Commissario predisponga e invii una relazione sullo stato di attuazione degli interventi medesimi e sulle criticità eventualmente riscontrate.

Per ulteriori informazioni si rinvia al sito istituzionale del Commissario unico alla depurazione.

 

 

 

Ultimo aggiornamento 13.01.2023