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Valutazione iniziale – GES e Target

La valutazione inziale dello stato dell’ambiente marino, dell’impatto delle attività antropiche e degli aspetti socio-economici dell’utilizzo dell’ambiente marino e dei costi del suo degrado, è stata condotta nel 2012 ed ha riguardato tutte le sottoregioni marine italiane. E’ stata realizzata tramite l’analisi:

  • degli elementi, delle caratteristiche essenziali (caratteristiche fisiche e chimiche, tipi di habitat, popolazioni animali e vegetali) e dello stato ambientale attuale della regione marina, sulla base dell'elenco indicativo degli elementi riportati nella Tabella 1 dell'Allegato III della Direttiva 2008/56/CE;
  • dei principali impatti e delle pressioni che influiscono sullo stato ambientale della regione o sotto regione marina, sulla base dell'elenco indicativo degli elementi riportati nella Tabella 2 dell'Allegato III della Direttiva 2008/56/CE, tenuto conto delle tendenze rilevabili, dei principali effetti cumulativi e sinergici, e delle valutazioni pertinenti effettuate in base alla vigente legislazione comunitaria;
  • degli aspetti socio-economici dell'utilizzo dell'ambiente marino e dei costi del suo degrado.

A tal fine sono stati utilizzati dati e informazioni esistenti, che hanno evidenziato la presenza di numerosi gap informativi. Gli esiti della valutazione iniziale hanno fornito la base necessaria per la successiva formulazione delle definizioni del Buono Stato Ambientale e dei Traguardi ambientali per ciascuno degli undici descrittori qualitativi della Direttiva, stabiliti con il DM 17 ottobre 2014.

Il Buono Stato Ambientale (GES - Good Environmental Status)  è definito sulla base dei descrittori qualitativi dell’allegato I del DM 17 ottobre 2014, che fanno riferimento a molteplici aspetti degli ecosistemi marini, tra cui la biodiversità, l’inquinamento e l’impatto delle attività produttive. Il buono stato ambientale si ha quando:

a) la struttura, la funzione e i processi degli ecosistemi, unitamente ai fattori fisiografici, geografici, geologici e climatici, consentono a tali ecosistemi di funzionare pienamente e di mantenere la loro resilienza ad un cambiamento ambientale dovuto all’attività umana;

b) le specie e gli habitat marini sono protetti in modo da evitare la perdita di biodiversità dovuta all’attività umana e da consentire che le diverse componenti biologiche funzionino in modo equilibrato

c) le caratteristiche idromorfologiche e fisico-chimiche degli ecosistemi sono compatibili con le condizioni indicate nelle lettere a) e b)

d) gli apporti di sostanze ed energia nell’ambiente marino dovuti ad attività umane non causano effetti inquinanti.

Per Traguardo ambientale si intende la determinazione qualitativa o quantitativa delle condizioni da conseguire per le diverse componenti delle acque marine, agendo sulle pressioni e riducendo gli impatti, al fine di orientare gli sforzi verso il conseguimento o mantenimento del buono stato ambientale. La definizione dei traguardi si basa sulla valutazione iniziale, tenendo conto di una serie di caratteristiche elencate nell’Allegato IV della Direttiva. Durante la fase di sviluppo dei target si è tenuto conto della compatibilità e coerenza degli stessi con gli obblighi nazionali, regionali e internazionali vigenti.
 

 

 

Ultimo aggiornamento 18.11.2021